Hai mai provato la realtà di BeReal?

Hai mai provato la realtà di BeReal?

Hai mai provato la realtà di BeReal? Si tratta della prima piattaforma imprevedibile e spontanea, sulla quale è possibile condividere con i tuoi amici la tua vita reale in una foto, una volta al giorno. Ogni giorno, ad un ora differente, tutti scattano una foto in 2 minuti.

Hai mai provato BeReal?

Con all’attivo oltre 53 milioni di download, questa app sembrerebbe rappresentare la risposta al desiderio di autenticità che gli utenti non hanno trovato prima negli altri social network. Ma il rischio che si trasformi in una caricatura della realtà è concreto. Nonostante abbia fatto innamorare i ragazzini della generazione Z, acclamato a gran voce come “l’anti-Instagram”.

No ai filtri e ai like

Il suo successo, numeri alla mano, è davvero incredibile. ma la domanda che in molti si pongono è se possa davvero rappresentare il quotidiano degli utenti che vi agiscono. Sicuramente BeReal sorprende per non contemplare due fra gli elementi più caratteristici – molto e criticati – delle piattaforme che la consentono: i filtri per le foto e la possibilità di mettere i like. BeReal in una cosa ha fatto davvero centro: a ribaltare il rapporto fra la piattaforma e l’utente che la utilizza. Non siamo più noi ad aprire l’applicazione ogni volta che vogliamo accendere uno spot su noi stessi ma è lei che ci chiede – attraverso una notifica – di fissare un momento della nostro quotidiano e di condividerlo. Ma anche se tutto può sembrare genuino e totalmente realistico, anche BeReal nasconde delle scappatoie, dei trucchetti che permettono di violare questo desiderio di autenticità.

Qualche trucchetto per falsare la realtà

Infatti è possibile postare il proprio scatto in ritardo rispetto alla notifica che si riceve. Per esempio, se siete in bagno o vi siete appena svegliati, potete posticipare l’azione. E lo stesso vale al contrario: se la notifica si palesa in un momento della giornata non particolarmente interessante, potete scegliere di ignorare di “essere reali” e aspettare di pubblicare quando state facendo qualcosa di più coinvolgente. Senza considerare che beReal permette anche di cambiare la foto pubblicata nei due minuti di tempo a disposizione degli utenti.

La ferrea legge dei social, alla quale è difficile sfuggire

In questo modo si dimostra che ad un social media non è permesso di rinunciare alla cura estrema dei contenuti. Per quanto reali, anche le foto di BeReal finiscono con l’essere belle. Scattate senza filtri ma con gli utenti ben in posa. Alla luce di tutto ciò la domanda viene naturale: questa piattaforma è davvero titolata per autodefinirsi autentica? O nasconde la nostra ricerca costante di fruizione della realtà? Domanda tutt’altro che facile. Una cosa è certa: la crescita esponenziale dei social media non ha fatto altro che spingere tutti verso la ricerca ossessiva della perfezione.

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